Film: Sotto il vestito niente

Ero diffidente, lo ammetto. D'altra parte immaginarsi i Vanzina alle prese con un thriller non può non suscitare qualche perplessità (se non addirittura precoce rassegnazione al peggio). E visto il titolo già temevo di imbattermi in nient'altro che nudità a profusione e inconsistenti scenette "pepate" cammuffate a mo' di storia.
E invece no, mi sono dovuto ricredere.
"Sotto il vestito niente" é infatti un thriller più che dignitoso, capace anzi di disporre di diverse frecce al proprio arco.
Pur essendo lontano dalla perfezione (complice la sensazione di essere un po' troppo "artigianale"), il film si rivela comunque un noir coinvolgente, ragionato, capace di dosare tensione e sorpresa con ritmo più che appropriato.
Merito soprattutto di una colonna sonora davvero niente male e di una regia (che si rifà a Dario Argento) magari un po' brusca, ma quando serve affilata e penetrante quanto le acuminate forbici del misterioso serial killer.
E poi sia il cast sia l'ambientazione (una grigia e cupa Milano) sono decisamente validi e ben sfruttati, donando al film una solidità (su cui personalmente non avrei scommesso un soldo) capace pure di regalare un finale elegante e di personalità.
Insomma tante cose convincenti che mi hanno piacevolmente sorpreso e soprattutto, come detto, niente nudità vuote o gratuite : c'é una certa dose di sensualità ma é decisamente funzionale alla storia, ben intrecciata al degrado e alla perversione che il film tratteggia al di sotto dell'etereo e patinato mondo della moda.
Vero é che la storia non é propriamente formidabile e che (difettuzzo) verso la fine si riesce ad intuire troppo chi si celi dietro l'assassino, ma su queste mancanze non mi soffermerei troppo : nel complesso la sua chance questo film se la merita sicuramente.

7,5/10


Film : Frost/Nixon

1974
Scoppia il caso WaterGate. Il presidente USA Richard Nixon é costretto a dimettersi perché colpevole di attività di spionaggio ai danni del rivale partito democratico. Nixon verra "graziato" dal successore Gerald Ford ed eviterà in questo modo qualsiasi condanna penale.
1977
In un'intervista televisiva passata alla storiaNixon riconosce (in parte) l'illegalità del proprio operato come presidente: é l'ammissione di colpa che il popolo Usa aspettava da tempo.

"Frost/Nixon" racconta proprio la storia di questo appassionante duello televisivo che tenne incollati agli schermi 45 milioni di americani. A reggere il microfono David Frost, giornalista-showman eccentrico ed estremamente audace che intravede in quest'intervista il colpo grosso della sua carriera. All'altro angolo il combattivo ex-presidente, affaticato nel fisico ma dall'animo ancora battagliero ed orgoglioso, che coltiva nonostante tutto la speranza di una clamorosa (impossibile?) riabilitazione agli occhi del popolo americano.
In realtà descrizioni così sommarie non rendono giustizia alla complessità dei due personaggi, né alla estrema dinamicità del loro rapporto. Non possono essere che acerrimi rivali (al punto da non risparmiarsi qualche colpo basso), ma non passerà molto prima che entrambi comprendano di aver sottovalutato la persona seduta loro davanti.
Frost infatti non é soltanto il mattatore in cerca della gallina dalle uova d'oro che Nixon si aspettava e si rivelerà ben presto mosso da passione più che autentica.
A sua volta (insospettatamente?) la figura di
Nixon uscirà dal confronto con una dignità e una statuarietà inaspettate: rimane un politico discutibile, ma tutt'altro che privo di una morale (anche se magari tutta sua...) e degno comunque di sincero rispetto.
Insomma, più che uno scontro, quello tra Frost e Nixon può essere considerato più appropriatamente un "
duello", nell'accezzione nobile e un po' cavalleresca che gli si dava un tempo. E ci viene raccontato da Ron Howard con un talento invidiabile, perché capace di conciliare in maniera perfetta il ritmo teso e vibrante del dialogo con una profonda ed intensa introspezione dei personaggi.
Grande merito di questo va senza dubbio anche alla sceneggiatura di
Steve Morgan, che ha trasposto nel film il suo omonimo e acclamato lavoro teatrale. "Frost/Nixon" nasce infatti come dramma da palcoscenico e nelle rappresentazioni di Broadway i ruoli di Frost e Nixon erano affidati agli stessi attori che ritroviamo qui, rispettivamente Michael Sheen e Frank Langella (ottimissimi, non si può dire ma lo dico lo stesso). E questa genesi teatrale non passa inosservata, nell'intensità degli sguardi, nell'importanza dei piccoli gesti, nella qualità dei dialoghi. Tutto curato nel minimo dettaglio, con una passione, un impegno ed una bravura che traspare ad ogni istante.
Un film
FORMIDABILE.

10/10


Film : Hemoglobin

Regia: Peter Svatek
Anno 1997

Quando un horror di strizza ne fa venire poca vuol dire che qualcosa non funziona. Hemoglobin ha proprio questo problema.
Lo spunto di partenza avrebbe potuto anche essere interessante ( un uomo alla ricerca della propria famiglia d'origine e della cura alla sua misteriosa malattia congenita) se non fosse stato sfruttato male e in maniera grossolana.
Quello che ne é venuto fuori é un film mezzo vampiresco con poche idee (e scarsine quasi tutte), budget ristretto e poca sostanza.
E non basta la presenza, nei panni del buon Dr. Marlowe, del mitico Rutger Hauer (a proposito che ci faceva qui??), che non riesce a dare abbastanza valore aggiunto a causa di una sceneggiatura che si limita ad abbozzare il suo (potenzialmente valido) personaggio.
Il resto del cast é decisamente di livello inferiore, soprattutto Roy Dupuis, che nel ruolo dell'affamato protagonista mi ha convinto poco o nulla.
Ma come detto é soprattutto la trama che manca all'appello: fiacca, superficiale e approssimativa, senza mai dare quel brivido che a questo film serviva come il pane.
In due parole, un film bruttarello che é meglio lasciar perdere.

5/10



Film: In Bruges


Regia: Martin McDonagh
Anno 2008

Magnifico. Difficile descrivere la classe di questo film, il suo fascino inconsueto. E' un'opera complessa, dall'anima cruda, che parla di rimorsi brucianti e coscienze impossibili da sopire anche per chi, come i tre protagonisti Colin Farrell, Brendan Gleeson e Ralph Fiennes, per "professione" uccide.
Un film dai tanti contenuti, dalle mille facce, che affronta temi profondi con uno stile tanto inusuale quanto azzeccato, così intriso di stramba e grottesca ironia da risultare una perfetta black comedy, ma al tempo stesso permeato dai toni foschi e tragici del dramma.
E nel gioco dei contrasti questo dramma annunciato é destinato a compiersi sul palcoscenico ameno della splendida Bruges

"città che sembra uscita da una fiaba del cazzo"

per dirla alla maniera dei protagonisti.
Un'ambientazione perfetta, perché oltre ad offrire scorci di suggestiva bellezza, contribuisce ad accentuare quel senso di stramberia che pervade il racconto ed arriva ad assumere delle connotazioni simboliche tanto inaspettate quanto decisive nell'assetto della storia.
Non manca praticamente niente a questo film: la sceneggiatura é pazzesca (meritava l'Oscar, soffiatogli invece da Milk) e definire i dialoghi brillanti sarebbe di certo riduttivo....

"Il purgatorio è una via di mezzo.Non hai fatto proprio schifo ma non sei neanche stato un granchè. Come il Tottenham"

A Martin McDonagh che l'ha scritto e girato va tutta la mia stima, da oggi quell'uomo ha un fan in più.
Indimenticabile.

9,8/10



More about Poirot a Styles CourtQualche giorno fa mi sono reso conto che il genere giallo non é abbastanza rappresentato nella mia libreria e da dove cominciare a rimediare se non da Agatha Christie?
E la prima investigazione di Poirot non mi ha deluso: perché é una storia ben congegnata ed intelligente con la giusta dose di capovolgimenti e colpi di scena e perché Poirot é proprio un personaggio unico in tutto il suo acume e tutta la sua bizzarria. Hastings invece non si può dire che sia un'aquila!!!!! :-)
Un libro che merita merita merita......

8/10

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